Ballando sull’Apocalisse con la Crema Solare: “Caldo, Caldo” è Fuori!
L’allerta meteo è arancione, i record di temperatura crollano uno dopo l’altro per il trentesimo giorno consecutivo e l’aria all’esterno ricorda da vicino un forno a legna puntato dritto in faccia.
Quale momento migliore, prima di chiudere la valigia per la pausa estiva del mio blog, per regalarvi un pezzo di sano, viscerale e sardonico rock progressivo dal mio percorso solista?
Il Brano: L’Eterno Paradosso del Condizionatore
“Caldo, Caldo (Ballando L’Apocalisse)” nasce da una riflessione tanto surreale quanto quotidiana: il corto circuito logico di accendere il condizionatore a palla per sparare aria gelida in salotto, pur sapendo che il motore esterno sta sputando fuoco direttamente sulla vetrata.
Ci ritroviamo a brindare con il ghiaccio nel bicchiere mentre il mare sale fino alla gola, firmando accordi internazionali sul clima pensati per il “Duemilamai” e ripulendoci la coscienza con un albero piantato su Instagram tra un volo transatlantico e l’altro.
L’Architettura Sonora
Sul piano musicale mi sono divertito a fondere mondi apparentemente distanti:
- Le Atmosfere: Richiami psichedelici e teatrali ispirati all’epoca di The Wall, con tappeti di synth analogici e Mellotron.
- La Ritmica e i Riff: Il pezzo parte sornione a 90 BPM in 6/8, con assoli blues e un cantato sferzante dal tono ironico, per poi virare improvvisamente nei ritornelli a 130 BPM in 4/4 con riff djent/groove metal in palm-mute e una batteria dal sapore decisamente anni ’80 (con l’intramontabile gated reverb).
È un’altalena sonora tra la presa di coscienza e la voglia irrefrenabile di ballare sottobraccio all’inevitabile.
La Saga del Distributore Digitale (e il Filtro Americano)
Una piccola peripezia tecnica merita di essere raccontata. Avevo caricato il brano su un distributore digitale statunitense un mese fa per distribuirlo sulle piattaforme di streaming. Risultato? Rimasto bloccato in uno stato di “processing” infinito, senza alcuna risposta ai miei solleciti.
Viene quasi da sorridere pensando a certe dinamiche oltreoceano: che la parola cambiamento climatico o le frecciate al greggio e alle accise siano diventate troppo indigeste per qualche filtro automatico?
Poco male. Niente burocrazia digitale, niente algoritmi a fare da guardiani. Il brano viaggia libero direttamente su YouTube, accompagnato da un visual minimale: la copertina ufficiale con qualche disturbo stile vecchia pellicola. In foto mi vedete in uno smoking impeccabile, Pacifica alla mano, mentre il teatro alle mie spalle va letteralmente a fuoco.
Ascolta il Brano
Caldo, caldo, che caldo che fa
balliamo l’apocalisse in città
Caldo, caldo, alza le mani
lascia il problema ai nipoti domani
Buone Vacanze dal RickyVerso
Mentre l’orchestra suona e la nave affonda, quello che resta di autentico è la musica, insieme alla capacità di guardare la realtà a viso aperto (magari accennando un passo di danza).
Ora stacco la spina. Mi disconnetto dai ritmi del lavoro e dei social, ricarico le valvole delle mie chitarre e torno a respirare. Ci rivediamo a settembre con nuove storie, nuove produzioni e la solita ricerca della bellezza.
Mettetevi la crema solare, alzate il volume e buon ascolto!
Creativo digitale, musicista e narratore. Esploro le intersezioni tra umanità e tecnologia, raccontando storie di AI, musica e vita vissuta. Benvenuti nel mio disordine organizzato.”
