Roland Le Farteur: Il primo “procto-tiktoker” della storia
A volte mi siedo davanti allo schermo… e mi riscopro irrimediabilmente boomer. Resto lì, con la tazzina di caffè a mezz’aria, a domandarmi come sia possibile che personaggi improbabili guadagnino montagne di soldi recitando la parte di un robot che mangia popcorn virtuali o ballando per tre secondi muovendo solo le dita dei piedi.
Ci sentiamo moderni, figli di un’epoca folle che ha monetizzato il nulla. Pensiamo che gli algoritmi di TikTok & C. abbiano creato mostri mai visti prima.
Ma all’improvviso, da meandri nascosti della storia, arriva “sussurrato” un nome: Roland Le Farteur.
Un talento d’altri tempi (letteralmente)
Siamo nell’Inghilterra del XII secolo, alla corte di re Enrico II. In un mondo dominato da cavalieri in armatura, intrighi politici e sovrani spietati, Roland non brandiva una spada e non sapeva leggere il latino. Eppure era un divo indiscusso. E ricco: con i guadagni del suo mestiere potè acquistare un intero maniero con trenta acri di terra a Hemingstone, nel Suffolk.
Il suo compito per meritarsi tale fortuna? Presentarsi a corte ogni Natale per eseguire, davanti al Re e alla nobiltà britannica, una performance artistica ben precisa: “Unum saltum et siffletum et unum bumbulum”.
Tradotto per i non latinisti: un salto, un fischio e una scorreggia.
Un’unica, magistrale, regale flatulenza all’anno. E il bello è che Roland non era un caso isolato; era il re dei petomani medievali, professionisti dell’intrattenimento acustico posteriore, pagati fior di quattrini per dare un tocco di brio ai banchetti reali.
Dalla corte di Enrico II al feed dei social
Se ci pensi, Roland è stato il vero, indiscusso proto-tiktoker. Anzi, usiamo il termine corretto: un procto-tiktoker.
La dinamica è esattamente la stessa che vediamo oggi:
- Il Contenuto: Un gesto assurdo, ripetitivo, privo di un apparente valore intellettuale.
- Il Target: Un pubblico annoiato, alla costante ricerca di distrazione e intrattenimento leggero (ieri i nobili ingozzati di cinghiale, oggi noi sul divano a scorrere lo schermo).
- La Monetizzazione: Rendite immense basate sulla capacità di catalizzare l’attenzione del “sovrano” di turno (allora il Re, oggi l’Algoritmo).
La vera differenza? Roland doveva avere un controllo millimetrico dei propri muscoli e del proprio colon. C’era della maestria artigianale in quel singolo peto natalizio. Oggi, purtroppo, per diventare virali spesso basta molto meno impegno perfino del fare una scorreggia.

La bellezza dell’assurdo
Lungi dal voler fare il moralista, trovo tutto questo meraviglioso. Ci dimostra che l’essere umano, nei secoli, non è cambiato di una virgola. Cerchiamo la bellezza, l’arte alta, la poesia che cura l’anima… ma poi ridiamo per un rumore molesto del deretano fatto al momento giusto.
Il caos creativo della storia umana è un cerchio perfetto. Ieri si guadagnavano feudi scoreggiando per il Re, oggi si comprano attici a Dubai facendo versi davanti a una webcam.
Quindi, caro algoritmo, non ti temo. La prossima volta che vedrò un video insensato fare milioni di visualizzazioni, non mi arrabbierò più. Penserò a Roland, al suo salto, al suo fischio e al suo bumbulum. E sorriderò, pensando che in fondo il Medioevo non è mai finito.
Creativo digitale, musicista e narratore. Esploro le intersezioni tra umanità e tecnologia, raccontando storie di AI, musica e vita vissuta. Benvenuti nel mio disordine organizzato.”
