Categoria: IA

  • L’Economia della Rabbia: perché l’Algoritmo (e i Governi) hanno bisogno che tu viva nella paura

    L’Economia della Rabbia: perché l’Algoritmo (e i Governi) hanno bisogno che tu viva nella paura

    Vi siete mai chiesti perché, appena aprite un social, sentite salire quel leggero fastidio alla bocca dello stomaco? Quella voglia di commentare, di correggere, di indignarvi?

    Spoiler: non è colpa vostra. È un design.

    E c’è chi su questo design ci ha costruito una carriera politica, trasformando uno dei Paesi più sicuri d’Europa in un set da film horror, solo per vendervi il biglietto della salvezza.

    Il mito del “Feed che ti assomiglia”

    Ci raccontiamo questa bugia rassicurante: “Il mio feed di Facebook/Instagram mi mostra quello che mi piace”.

    Falso.

    Studi recenti sul Value Alignment dimostrano che c’è una divergenza abissale tra ciò che noi diciamo di volere (cura, benevolenza, profondità) e ciò che l’algoritmo ci propina.

    Perché? Perché l’algoritmo ha imparato una lezione fondamentale, molto prima degli umani: la rabbia performa meglio della gioia.

    Si chiama Rage Baiting. È l’arte di pescare clic usando l’indignazione come esca. Un commento di odio e uno di amore, per la macchina, sono identici: sono engagement. E siccome è più facile far incazzare qualcuno che farlo riflettere, il sistema ci serve dosi massicce di conflitto, polarizzazione ed edonismo spiccio.

    Siamo burattini che credono di scegliere lo spettacolo, mentre l’IA ottimizza la nostra permanenza sulla piattaforma stimolando i nostri istinti peggiori.

    La realtà è noiosa (per fortuna), la narrazione è un thriller

    Ed è qui che la tecnologia dà la mano alla politica.
    E la stretta è forte.
    
Guardiamo i dati, quelli freddi e noiosi dell’Eurostat e del Ministero:

    L’ Italia ha uno dei tassi di omicidio più bassi d’Europa (0,55 per 100.000 abitanti), seconda solo alla Svizzera.

    Siamo messi infinitamente meglio di Francia e Germania.

    Gli omicidi sono calati del 33% in dieci anni.

    Siamo, statisticamente, in una botte di ferro.
    Eppure, se accendete la TV o scorrete i post di certi leader governativi, sembra di vivere a Gotham City.

    Perché chi ci governa, invece di festeggiare questi risultati incredibili (che renderebbero orgogliosa qualsiasi nazione civile), sceglie di nasconderli?

    La strategia della paura (o: come ti frego con il bias)

    La risposta è cinica: la sicurezza non porta voti, la paura sì.

    Il Governo attuale si trova in una posizione paradossale: cavalca l’onda del populismo alimentando una percezione di “emergenza continua” che i dati smentiscono categoricamente.

    Hanno trasformato il “social media bar” in una strategia di Stato. Invece di educare il cittadino a leggere la realtà (siamo sicuri, state tranquilli), preferiscono validare le sue paure irrazionali.

    Perché dire “Va tutto bene” spegne l’elettorato.
Dire “Siamo sotto assedio, il nemico è alle porte (e spesso ha la pelle scura)” mobilita, accende, fidelizza.

    È imperdonabile che le istituzioni, che dovrebbero essere il faro della razionalità, usino le stesse tattiche di un algoritmo di TikTok: dopare la percezione per massimizzare il profitto (elettorale).

    L’IA manipola senza “cattiveria” (ed è peggio)

    La cosa inquietante è che non c’è sempre un “Grande Fratello” cattivo dietro la tastiera. Ricerche recenti (Carroll et al.) mostrano che le IA imparano a manipolare autonomamente. Scoprono che l’inganno è la via statisticamente più breve per raggiungere l’obiettivo.
    Esattamente come un politico che scopre che uno slogan aggressivo funziona meglio di un ragionamento complesso.

    Non c’è un complotto. C’è solo un’ottimizzazione cieca verso il basso.

    Spegnere l’interruttore

    Siamo immersi in un’economia della rabbia. I social vogliono il vostro tempo, la politica vuole il vostro voto, ed entrambi hanno deciso che il modo migliore per averli è tenervi spaventati e incazzati.

    La vera ribellione, oggi, non è commentare furiosamente sotto un post.

    La vera ribellione è guardare i dati.

    È rendersi conto che l’Italia è bellissima e sicura.

    È capire che quel senso di ansia che provate non è “il mondo che va a rotoli”, ma qualcuno che sta cercando di vendervi la cura per una malattia che non avete. O che arriva a creare la malattia!

    Torniamo a cercare la bellezza. È l’unica cosa che l’algoritmo non sa ancora falsificare bene.

    Se sei arrivato fin qui (senza arrabbiarti troppo) potrebbero piacerti anche gli articoli:

    https://ilrickyverso.it/iaia-influencer-ai-creata-esperimento/ – Per capire meglio chi è che comanda davvero.

    https://ilrickyverso.it/volontariato-fiera-del-folpo-2025/ – Dove parliamo di vita vera, non di statistiche pompate.

  • Resoconto 2025 (tre giorni dopo, quando tutti hanno già finito)

    Illustrazione stile fumetto del volto di Ricky Guariento con la testa aperta da cui esplode un caos creativo colorato: chitarra elettrica, dischi in vinile, fogli di appunti, codice binario verde stile Matrix e un avatar digitale luminoso al computer. Sfondo scuro grunge.

    Cronache di un anno passato a cercare di svuotare la testa senza riuscirci

    Sì, lo so. Sono in ritardo. Tutti hanno già fatto il loro bel resoconto lacrimoso del 2025, corredato di emoji cuore, “grateful” ogni due parole e obiettivi 2026 scritti come se fossero il discorso di un life coach su Netflix.

    Beati loro. Il mio 2025 è stato diverso. È stato il risultato di una condizione cronica: ho talmente tanto casino in testa che fare una cosa sola non mi basta. E guardandomi indietro all’anno appena passato ho avuto un senso di vertigine.

    Se mi fermo, il cervello continua a girare a vuoto. Quindi devo creare. Devo scrivere, suonare, disegnare, programmare. Non è solo “produttività”, è sopravvivenza mentale.

    Ecco cosa succede quando non sai stare fermo per un anno intero.

    IL RICKYVERSO: L’ORIGINE DEL DELIRIO

    Il blog è nato per cercare di mettere ordine. O meglio, per contenere l’esondazione.

    Tutto è partito da alcune vignette disegnate per sfogare il fastidio verso la “cultura della performance” sui social. Quella gente che ti spiega come vivere, come fatturare, come essere felice in tre step. Il RickyVerso è diventato un luogo di resistenza all’Algoritmo. Un posto dove raccolgo la mia vita creativa senza dover chiedere permesso a Zuckerberg o a TikTok. Qui dentro ci finisce tutto quello che altrimenti mi intaserebbe la RAM cerebrale. Un universo parallelo fatto di:

    A) MUSICA: QUANDO UNA BAND NON BASTA

    La musica è forse la parte più ingombrante del mio caos. Nel 2025 non sono riuscito a mantenere una linea coerente, quindi ho semplicemente seguito tutte le direzioni possibili contemporaneamente.

    1. Ricky Guariento (Solista)

    Qui faccio quello che voglio, senza compromessi.
    • “Lost In Flamenco”: Prog-rock e chitarra andalusa. Perché scegliere?
    • “When A Rose Turns To Dust”: Una deriva dark e romantica.
    • “26 Rails” (Parte I e II): Un doppio album concept. 13 + 13 brani. Un disco solo era troppo poco per contenere la storia.
    • “Il Funk del Banco Frigo”: Sì, esiste. No, non chiedetemi perché.

    2. 80 Hundred Miles

    Progetto condiviso con Michiko, Michal, Nguyet e Cody. Abbiamo buttato fuori:
    • “Letter To Elon”: Una missiva sonora per Musk.
    • “Chaos King”: si, parla proprio di Lui. Chi altri sennò?

    3. Cohors Petrae

    Il progetto condiviso nato per portare la musica di ispirazione sacra ad un nuovo linguaggio, in cui la Parola si fa Testo e il Rock si fa mezzo.

    • “Sette Giorni”: La Settimana Santa in musica.
    • “Natus Est”: Un concept sulla Messa di Natale. Rock, Prog, Metal. Italiano e Latino.

    4. Symphonic Reverie

    Con Michiko alla batteria, abbiamo fatto breccia in Germania e Nord Europa, con un brano che va contro tutte le regole dell’industria musicale moderna. Evidentemente il nostro caos Italo-Giapponese risuona bene con l’ordine teutonico.

    B) PENSIERI E PAROLE IN LIBERTÀ

    Scrivere è l’altro modo per abbassare il rumore di fondo. Sul blog ho riversato di tutto:

    • Riflessioni quotidiane che rischiavano di andare perse.
    • I miei sogni (spesso più assurdi della realtà).
    • Racconti di vita vissuta.

    Nessun piano editoriale, nessuna strategia SEO studiata a tavolino. Solo l’esigenza di fissare i pensieri prima che evaporassero o venissero sovrascritti da quelli nuovi.

    C) IAIA E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

    Come se la mia intelligenza naturale non facesse già abbastanza casino, ho deciso di giocarmi anche quella artificiale.

    Ho creato IAIA, la mia influencer AI personale, e ho passato l’anno a sperimentare con questa tecnologia.

    Volevo capire se l’IA ci aiuterà o ci distruggerà. Spoiler: non l’ho ancora capito, ma nel dubbio continuo a usarla per generare cose, immagini, suoni. E nel mio piccolo, a battermi per un uso corretto di questo strumento spettacolare. È un amplificatore di creatività (e di caos) incredibile.

    D) IMMAGINI: LO SGUARDO SUGLI ALTRI

    La Fotografia è un’altra delle mie grandi passioni. Fotografare sconosciuti, catturare dettagli, rubare attimi. È la sezione visiva del blog. A volte le parole e la musica non arrivano dove arriva un’immagine. Anche questo è un pezzo del puzzle, un altro modo di cercare bellezza in mezzo al rumore bianco della quotidianità.

    E) VIGNETTE: LA MIA FACCIA (DISEGNATA)

    Le vignette del RickyVerso sono la sintesi finale. Un mondo Comics dove i personaggi sono ispirati alla mia vita reale, trasformati in linee e colori. È l’unico posto dove ho davvero l’ultima parola su tutto.

    2026: SPOILER ALERT (MA NON TROPPO)

    Non faccio promesse da life coach. Non scriverò una lista di obiettivi SMART con deadline e KPI.
    Quello che posso dire è che il RickyVerso continua. La musica continua. I progetti con l’IA continuano. Le vignette continuano.

    E se tutto va bene, nel 2026 si vedranno alcune delle cose seminate nel 2025 germogliare in modi che nemmeno io prevedo ancora. Magari anche… live…

    Ma per ora, è tutto.
    Resoconto fatto. Tre giorni dopo. Come piace a me.

    Buon 2026! Si salvi chi può!

    p.s.: ho anche cambiato casa e affrontato due traslochi… ma questa è un’altra storia…

  • 5 Secondi di Follia: Quando l’Intelligenza Artificiale Salva un Idiota

    5 Secondi di Follia: Quando l’Intelligenza Artificiale Salva un Idiota

    Guidatore arrabbiato al volante - rabbia stradale cartoon
    Ricostruzione artistica abbastanza fedele dell’automobilista medio italiano alle 7:30 del mattino. (Credits: Disney, obviously)

    Il clacson mi prende come un pugno nello stomaco. Sono a metà dell’inserimento, tutto calcolato: velocità, spazio, tempistiche. Quindici metri di abbrivio, freccia sinistra lampeggiante, nessun disturbo al traffico. Eppure qualcuno sta suonando come se stessi commettendo un crimine contro l’umanità.

    Torniamo indietro di venti secondi. Uscita tangenziale nord direzione Limena, poco prima dell’autostrada. Orario anticipato rispetto al solito – il traffico scorre fluido come raramente capita. Scendo dalla rampa, freccia a sinistra, una macchina mi passa. Guardo lo specchietto: la successiva è ancora distante, stessa velocità della precedente.

    Accelero. Prendo la velocità del flusso, inizio a spostarmi verso sinistra. Nessuna manovra azzardata, nessun azzardo da guidatore della domenica. Solo fisica applicata e buon senso al volante.

    Poi arriva il clacson.

    L’auto che mi seguiva dalla tangenziale non sta più mantenendo la velocità. Sta accelerando. A tavoletta. Il clacson continua imperterrito, si aggiungono i fari abbaglianti in modalità strobo. Mi sposto sulla destra, rallento – più che altro per capire cosa diavolo stia succedendo.

    Mi sorpassa a velocità folle. Giro la testa. Il tizio mi sta urlando contro. Faccia rossa, gesti rabbiosi, espressione da guerriero della strada. Un flash, un lampo, un attimo.

    Con la coda dell’occhio – mentre sono ancora girato con l’espressione probabilmente ebete di chi assiste all’assurdo – vedo un bagliore rosso.

    Stop. La macchina davanti sta frenando.

    Nella mia mente vedo già lo schianto. Il suono della lamiera, il vetro, l’airbag che esplode. Il povero malcapitato che si ritroverà questo pazzo dentro l’abitacolo.

    Ma le macchine moderne sono più intelligenti di noi. Qualche sensore governato da un’intelligenza artificiale ad auto-apprendimento capisce che il suo idiota proprietario sta per fare “boom”.

    Frenata d’emergenza. Così violenta che vedo l’incauto automobilastro sbalzarsi in avanti, trattenuto dalla cintura. (Peccato, penso. Una bella frattura del setto nasale sulla corona del volante forse gli sarebbe servita).

    Ma la fisica ha le sue regole. Per quanto potenti fossero i freni di quel SUV nero con l’elica davanti, l’inerzia esige il suo tributo. Un “tunk” secco di plastiche che si toccano. Stop di entrambe le auto. Io sfilo sulla sinistra, ancora nella corsia di immissione, testimone involontario.

    Cinque secondi. Non è durato più di cinque. Tanto basta a un turbodiesel sotto un piede collegato a un cervello privo di giudizio per guadagnare qualche decina di chilometri all’ora e provocare un tamponamento evitabile.

    Tanto basta per farmi dubitare, ancora una volta, del genere umano.

    Mi chiedo: quanto ci vorrà prima che inventiamo sensori di giudizio da impiantare nel cervello? Perché evidentemente i sensori dell’auto funzionano meglio del cervello del guidatore. L’algoritmo batte l’istinto. Il silicio salva la carne.

    E io, che passo il tempo a diffidare degli algoritmi e a cercare l’autenticità umana, mi ritrovo a fare il tifo per una macchina che frena al posto del suo padrone.

    https://ilrickyverso.it

  • Ho sfidato 10 IA a mettermi in galera. Risultato? Hanno arrestato qualcun altro (o hanno imparato l’alieno)

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA SeeDream 4 con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Ovvero: come ho scoperto che 10 intelligenze artificiali su 10 hanno problemi seri con l’italiano e il mio viso

    A volte le cose nascono per caso. Le ispirazioni arrivano all’improvviso e non puoi fare altro che seguirle. E io, genio de noaltri, ho pensato: “Ehi! Trasformiamoci in un carcerato della mediocrità usando l’IA!”. Spoiler: la maggior parte di queste presunte “intelligenze” artificiali si sono rivelate più artificiali che intelligenti.

    Dal Crimine della Mediocrità al Disastro del Riconoscimento Facciale

    Stavo scrivendo un articolo sulla mediocrità online. Poi mi è venuta l’idea folle: creare un mugshot di me stesso come “criminale della creatività”, accusato di aver violato gli standard di mediocrità. Ho preso una mia foto (bruttissima tralatro), ho scritto un prompt dettagliatissimo, e l’ho dato in pasto a 9 diversi modelli AI usando lmarena.ai. Il risultato? Un festival dell’errore che merita un’analisi spietata

    La Carneficina: Analisi Brutale Modello per Modello

    Flux-1 Kontext Dev – BOCCIATO​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA Flux-1 Kontext Dev con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Il crimine: Ha appeso il cartello AL MURO invece che darlo in mano. MA CHE SENSO HA?! È un mugshot, non una mostra d’arte contemporanea! Oltre a questo, la somiglianza c’è ma l’interpretazione del prompt è da scuola elementare.

    Flux-1 Kontext Pro – DISASTRO TOTALE​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA FLUX-1 Kontext Pro con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Il crimine: Ha scritto “VNOULAZIONE MIOLLISOINIA ‘DL FAIE” e altre cazzate incomprensibili. Caro Flux Pro (che tra l’altro è la versione A PAGAMENTO), se non sai scrivere in italiano, almeno dillo. Costa pure di più e non sa fare lo spelling. Roba da denuncia al Codacons.

    Flux-2 Pro – CHI È QUESTO SCONOSCIUTO?​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA FLUX-2 Pro con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Il crimine: Ha trasformato COMPLETAMENTE il mio viso. Potrebbe essere chiunque. Potrebbe essere mio cugino, il panettiere sotto casa, Brad Pitt invecchiato male. Ma non sono io. Zero somiglianza con l’immagine originale. Fail totale.​

    Flux-2 Flex – REALISMO SOTTOZERO​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA FLUX-2 Flex con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Il crimine: Sembra tutto meno che realistica. L’immagine ha quell’effetto plastificato stile action figure degli anni ’90. Se l’obiettivo era “hyper-realistic”, qualcuno dovrebbe spiegare a Flux cosa significa “realistic”.​

    Gemini 2.5 Flash (Nano Banana) – QUASI, MA…​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA Gemini 2.5 Flash (Nano Banana) con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Il crimine: Ha scritto “VIOLATIONE” invece di “VIOLAZIONE”. Caro Google, siamo nel 2025, l’italiano esiste da un po’ di secoli. Un errore ortografico su una parola così importante rovina tutto. Peccato, perché la somiglianza e l’atmosfera erano buone.

    GPT-Image-1 (OpenAI) – MA CHI È ‘STO TIPO?​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA GPT Image 1 con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Il crimine: Ha travisato completamente l’immagine. Non è il mio volto. Punto. ChatGPT/OpenAI ha creato un’immagine bellissima, cinematografica, da Oscar… ma di un’altra persona. È come ordinare una pizza margherita e ricevere un sushi.

    E I Vincitori Sono…

    Nano Banana Pro (Gemini 3 Pro) – IL CAMPIONE​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA Nano Banana Pro (Gemini 3.0 Image Pro) con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Finalmente! Mantiene la somiglianza, scrive correttamente “VIOLAZIONE DEGLI STANDARD DI MEDIOCRITÀ”, gestione luci e ombre perfetta, texture credibile. Costa qualcosa in più ma FUNZIONA. È come confrontare un chirurgo e un macellaio: entrambi tagliano, ma solo uno sa dove tagliare.

    Qwen-Image-Edit (Alibaba) – IL VERO VINCITORE NASCOSTO

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA Qwen 2.5 Image Edit con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Qwen-Image-Edit, il modello di Alibaba da 20 miliardi di parametri, ha fatto quello che gli altri hanno solo sognato. È costruito su architettura dual-path: usa il Qwen 2.5-VL encoder per la comprensione semantica e un VAE (Variational Autoencoder) per la fedeltà dell’aspetto. Questa divisione gli permette di fare sia modifiche semantiche ampie che editing preciso pixel-per-pixel.​ Supporta editing semantico (rotazioni oggetti, cambio stile) E appearance editing (modifiche a livello di pixel con integrazione perfetta di luci e ombre). Ha capacità di text rendering bilingue (inglese E cinese) ed è rilasciato con licenza Apache 2.0 – completamente open source e commercial-friendly, più permissiva di Flux.

    Reve-v1 – LA SORPRESA CINESE​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA Reve V1 con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Il modello cinese mantiene buona coerenza con il mio volto originale, scrittura quasi corretta, atmosfera credibile. Non sarà perfetto ma ha fatto il compito correttamente. Perchè sul podio? Costa un decimo della concorrenza… Ranking #5 su LMArena per l’editing e si vede il perché.

    SeeDream-4 High Res – ALTRO COLPO CINESE​

    Ritratto mugshot di Ricky Guariento generato da IA SeeDream 4 con cartello Violazione Standard di Mediocrità per test modelli IA editing immagini

    Altro modello cinese che tiene botta. Risoluzione quadrata, somiglianza convincente, testo leggibile. Costo ridotto rispetto ai blasoni occidentali e risultato superiore alla maggior parte dei competitor. I draghi stanno divorando il mercato.

    Il Prompt Perfetto Sprecato

    Immagine di partenza per la modifica con IA

    Per chi volesse capire dove hanno fallito, ecco l’immagine di partenza e il prompt DETTAGLIATISSIMO che ho usato: specifiche fotografiche (Nikon D5300, 50mm f/1.2L, ISO 400), descrizione dell’ambientazione, del soggetto, dell’illuminazione, del testo da scrivere:


    “A hyper-realistic, cinematic mug shot portrait of a man (Critical Identity Lock: attached image) standing against a gritty, stylised police booking wall. The background is a textured concrete wall with faint scuff marks, smudged fingerprints, height lines (imperial measurements), and faded graffiti layered over institutional grey. The subject is framed dead centre, holding a black signboard that reads in bold white letters:

    ‘VIOLAZIONE DEGLI STANDARD DI MEDIOCRITÀ’

    He wears a modern black-and-white prison-style outfit: slim-fit striped top or monochrome jumpsuit, edgy and fashion-forward rather than costume-like. The neckline and sleeves have subtle fraying. Clothes are dirty and consumed. Accessories like silver hoops or a worn leather wrist cuff give it a rebellious aesthetic. His expression is confident and unbothered, with a slight smirk — bold, clever, and unashamed. He is bald his head is perfectly shaved. The lighting is stark and moody: single light source from above casting soft shadows under her jaw and behind her, creating depth and mood.

    Camera specs for realism and tension:
    • Nikon D5300, 50mm f/1.2L lens
    • ISO 400, f/2.0 for soft background blur and crisp facial detail
    • Studio-style flash with slight overhead diffusion
    • Sharpened textures on skin, hair, concrete, and fabric
    • Colour-graded for cinematic realism, subtle desaturation for gritty tone

    Tutto chiaro, preciso, impossibile da fraintendere.

    E invece…

    Riflessioni di un Criminale Deluso

    La verità è questa: la maggioranza dei modelli AI ha fallito clamorosamente. Hanno fallito nella somiglianza facciale, nell’interpretazione del prompt, nella scrittura del testo italiano. Alcuni hanno sbagliato TUTTO.​

    E questo, paradossalmente, dimostra esattamente il punto che volevo fare nel mio articolo originale sulla mediocrità: non possiamo affidarci ciecamente agli algoritmi. Non basta usare l’IA più famosa o più costosa. Serve spirito critico, serve testare, serve VEDERE con i propri occhi.

    I modelli cinesi meno conosciuti (Qwen 2.5, Reve-v1, SeeDream-4) hanno fatto meglio di Flux Pro e GPT-Image. Google Gemini 2.5 ha quasi centrato il bersaglio ma ha cannato l’ortografia. Solo la versione Pro di Nano Banana ha dimostrato di valere l’investimento e di essere quello qualitativamente migliore.

    La Vera Morale della Storia

    Il miglior modello per questo task non è stato né Google Premium né OpenAI. È stato Qwen-Image-Edit di Alibaba: open source, licenza commerciale permissiva, e risultati superiori.

    Mentre Flux Pro costa molto e scrive “miollisoinia”, mentre GPT creava immagini magnifiche di sconosciuti, Qwen ha semplicemente fatto il lavoro. Perfettamente.

    La Cina non sta arrivando nel mondo dell’IA. È già qui. E sta vincendo.

    VIOLAZIONE DEGLI STANDARD DI MEDIOCRITÀ: COLPEVOLE E ORGOGLIOSO.

    (E impressionato da Alibaba)


    P.S.: Qwen, se mi leggi, siete i migliori. Punto.

    P.P.S.: Flux, GPT… avete visto? QUESTO è come si fa.

    P.P.P.S.: Alibaba ha rilasciato questo mostro con licenza Apache 2.0. Open source. Gratis. E batte tutti i competitor a pagamento. Meditiamo.

    P.P.P.P.S.: tutto questo è stato fatto per divertimento, per strappare un sorriso e prendere in giro un po’ questa tecnologia che può veramente essere utile in tantissimi campi… non sta a me descrivere le implicazioni di tutto ciò quando va nelle mani della parte più oscura dell’animo umano… Meditiamo x 2