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  • Il giorno in cui la radio ha scelto il silenzio: addio a Rock’n’Roll Circus

    Il giorno in cui la radio ha scelto il silenzio: addio a Rock’n’Roll Circus

    Primo piano di un microfono vintage arrugginito e coperto di ragnatele in uno studio abbandonato. Sullo sfondo strumenti musicali lasciati a terra, tra cui una chitarra e un amplificatore con adesivo The Kinks, evocando il silenzio della radio e la fine di un’era musicale.

    La Rai cancella uno degli ultimi baluardi di musica raccontata. La scusa? “Budget”. La verità? Forse l’algoritmo é più “maneggiabile” del pensiero.

    C’è un momento preciso in cui ti accorgi che il futuro iperconnesso assomiglia sempre di più a un centro commerciale vuoto con la filodiffusione rotta.

    Quel momento è arrivato il 7 gennaio 2026. Mentre gli ascoltatori aspettavano il ritorno in onda di Rock’n’Roll Circus, Pier Ferrantini e Carolina Di Domenico ricevevano la comunicazione definitiva. Non era un “bentornati”, ma un “addio”.

    Il programma storico di Radio 2 è stato cancellato. Finito. Kaput.

    Senza preavviso, senza l’ultima puntata per salutare il pubblico, senza quel rispetto minimo che si deve a chi, per 13 anni, ha fatto servizio pubblico vero.

    “Motivi di budget”: la foglia di fico del nuovo millennio

    La motivazione ufficiale è quella che si usa quando non si ha il coraggio di argomentare le scelte editoriali: “problemi di budget”

    Una giustificazione che suona come un disco rotto.

    Pier Ferrantini, con un’eleganza rara (laddove molti avrebbero legittimamente alzato la voce), ha commentato a Fanpage:

    “Un vero e proprio fulmine a ciel sereno… Dubito fortemente che il nostro budget fosse tale da incidere in maniera significativa sui conti della radio… Avrei preferito sentirmi dire: ‘La vostra trasmissione non ci interessa più, vogliamo cambiare linea’”.

    Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini, i conduttori di Rock’N’Roll Circus, programma storico di Rai Radio Due, chiuso senza preavviso dopo 13 anni.
    Fonte: Profilo Instagram ufficiale di Pier Ferrantini – Clicca per il post originale

    Invece no. La colpa pare sia dei soldi. Come se un programma notturno, fatto di passione e competenza, costasse quanto uno show di prima serata. La sensazione diffusa è che il “budget” sia l’alibi perfetto per coprire una scelta ben più grave: la rimozione del pensiero critico musicale (…e forse non solo musicale…)

    Playlist vs. Curatori: la sconfitta della cultura

    Guardando questa vicenda con occhio analitico, non sembra un caso isolato, ma un tassello di una strategia di impoverimento culturale più ampia.

    Al posto di Rock’n’Roll Circus non è stato annunciato un nuovo format con nuove voci e nuove idee. Al suo posto c’è una “colonna musicale”.

    Una playlist. Un algoritmo.

    La differenza è abissale.

    Un algoritmo ti dà quello che ti piace già. Ti tiene al caldo nella tua comfort zone, confermando i tuoi bias cognitivi.

    Un curatore umano, come Pier o Carolina, ti porta dove non sapevi di voler andare. Ti racconta perché quel pezzo degli Zen Circus ha senso dopo un brano dei Beatles. Ti offre un contesto, una storia, un’anima.

    Sostituire le persone con i file audio non è risparmio. È disinvestimento. È dichiarare implicitamente che la musica è solo “riempitivo” tra una pubblicità e l’altra, e non una forma d’arte che necessita di mediazione culturale.

    Il silenzio dei competenti

    Ferrantini ha centrato il punto focale: “Togliere quello spazio è una scelta gravissima per tutta una parte dell’industria musicale, oltre che per chi ama ascoltare musica diversa da quella che passa ovunque”.

    Spegnendo quel microfono, si toglie voce alla scena indipendente, a chi portava idee “non conformi”, a punti di vista alternativi. E la cosa peggiore è il modo: quel silenzio imposto, quel non permettere nemmeno un “grazie” finale on air. È il trionfo della burocrazia sull’emozione.

    Paradosso dei paradossi: io, paladino dell’IA che combatte una battaglia ormai personale per promuoverne un uso maturo e consapevole, mi trovo a difendere a spada tratta il fattore umano.

    Dovrei essere dalla parte dell’automazione, dell’efficienza, dei dati. E invece vi dico: teniamoci stretti gli umani che sanno raccontare storie. Difendete i programmi che hanno un’anima. Perché una playlist potrà anche essere tecnicamente perfetta, ma non avrà mai il cuore di chi vi augurava “buonanotte” dopo avervi fatto scoprire la canzone che vi avrebbe salvato la giornata.

    Se questo è il nuovo corso, ridateci le interferenze.

    Sé questa é la Rai del futuro, ridateci le radio Minerva degli anni ‘50.

    Ridateci l’imperfezione.

    Ridateci il Rock’n’Roll!

    Fonti:

    https://www.fanpage.it/cultura/polemiche-su-radio2-per-la-chiusura-di-rock-and-roll-circus-ferrantini-dicono-per-budget-ma-potevano-avvisarci/

    https://x.com/AndreaMefi4753/status/2010808023460298984

    https://www.zazoom.it/2026-01-13/polemiche-su-radio2-per-la-chiusura-di-rock-and-roll-circus-ferrantini-dicono-per-budget-ma-potevano-avvisarci/