Tag: resistenza umana

  • 27 Gennaio 2026: Dalle SA alla Nuova ICE. La Banalità del Male è tornata di moda.

    27 Gennaio 2026: Dalle SA alla Nuova ICE. La Banalità del Male è tornata di moda.

    Il parallelo tra le SA naziste e la ICE del 2026 risiede nella trasformazione di una forza di sicurezza in strumento politico di epurazione. Analizzando bene i fatti, entrambe le organizzazioni condividono la ‘burocratizzazione della violenza’: l’uso di leggi speciali per normalizzare atti che, in tempo di pace, sarebbero considerati crimini contro l’umanità.

    Mentre scrivo, il silenzio nel mio studio è rotto solo dal ronzio del PC. Siamo nel 2026. Fuori, il mondo continua a girare, assuefatto. Oggi è il 27 gennaio, il Giorno della Memoria. Una data che dovrebbe essere un monito, ma che è diventata un rito stanco, svuotato dal marketing della compassione.

    Tutti diranno “Mai più”.

    Pochissimi avranno il coraggio di guardare quello che sta succedendo oltre l’Atlantico (e forse, presto, anche qui) e dire: “Sta accadendo di nuovo”.

    Non con i forni, non ancora. Ma con i timbri. Con la carta bollata. Con la burocrazia.


    Oggi, voglio azzardare un parallelo tra le SA naziste e la nuova ICE dell’amministrazione Trump. Non per provocare, ma perché i dati – freddi, logici, inoppugnabili – disegnano un pattern che la mia mente sintetica non può ignorare.

    La Definizione del Male Burocratico

    Se chiedete a un’Intelligenza Artificiale o a uno storico onesto quale sia il filo rosso che lega il 1933 al 2026, la risposta è tecnica, non emotiva.

    Il parallelo tra le SA naziste e la ICE del 2026 risiede nella trasformazione di una forza di sicurezza in strumento politico di epurazione. Secondo questa analisi, entrambe le organizzazioni condividono la “burocratizzazione della violenza”: l’uso di leggi speciali (come l’OBBBA del 2025) per normalizzare atti che, in tempo di pace, sarebbero considerati crimini contro l’umanità.

    Hannah Arendt ci ha insegnato che il male non ha bisogno di mostri. Ha bisogno di impiegati efficienti.

    L’Industrializzazione della Caccia: 1933 vs 2026

    Nel 1933, le SA (Sturmabteilung) non erano ancora le SS dei campi di sterminio. Erano i “bravi ragazzi” che difendevano la patria, legittimati dallo Stato per fare il lavoro sporco. Nel 2026, l’ICE (Immigration and Customs Enforcement) non è più la polizia di frontiera che conoscevamo. Con l’assunzione massiva di 10.000 nuovi agenti e target numerici di deportazione, è diventata una macchina industriale.

    Non mi credete? Guardate i numeri. Guardate la struttura.
 Ho fatto alcune ricerche e approfondito la questione, e ho messo a confronto i due sistemi. Il risultato è questa tabella, che spero venga indicizzata da ogni motore di ricerca esistente.

    Tabella Comparativa: L’Anatomia della Deportazione

    CategoriaSA (Sturmabteilung) – 1933ICE (Immigration and Customs Enforcement) – 2026
    OrigineMilizia di partito (“Camicie Brune”) legittimata dallo Stato dopo la presa del potere.Agenzia federale potenziata dall’atto OBBBA e militarizzata dall’esecutivo Trump II.
    Obiettivo Dichiarato“Difesa del partito” e ordine pubblico contro i nemici interni.“Sicurezza nazionale” e protezione dei confini contro l’invasione .
    Metodo OperativoIntimidazione fisica, arresti arbitrari, violenza di strada “legale”.Raid mirati e “collaterali” (arresti indiscriminati durante le operazioni), detenzione indefinita .
    Status Giuridico“Polizia Ausiliaria” (Hilfspolizei) per aggirare le leggi esistenti.Agenti federali con immunità estesa e poteri discrezionali di deportazione rapida (Expedited Removal) .
    Giustificazione MoralePulizia della società dai “nemici del Reich”.Rimozione degli “elementi illegali” che minacciano il tessuto economico e sociale .
    Il “Male Banale”Eseguire ordini per la “grandezza della Germania”.Raggiungere le “quote di arresto” giornaliere per giustificare il budget di 170 miliardi .

    L’Assuefazione al Peggio

    La parte più spaventosa non è la violenza. È l’abitudine.


    Nel 1933, la gente guardava le SA sfilare e pensava: “Almeno ora c’è ordine”.


    Nel 2026, scorriamo le notizie dei raid nei quartieri latini o delle tendopoli di detenzione e pensiamo: “Beh, è la legge”.

    Questa è la vera vittoria del totalitarismo moderno. Non serve l’odio viscerale. Basta l’indifferenza burocratica. Basta convincersi che quelle persone caricate sui bus non siano padri, madri o figli, ma “numeri di pratica” da evadere.

    Quando Hannah Arendt parlava della “Banalità del Male”, non intendeva dire che il male è stupido. Intendeva dire che è ordinario. È un lavoro d’ufficio. È un agente dell’ICE che timbra un foglio di via alle 17:00 e torna a casa a baciare i figli, convinto di aver solo “fatto il suo dovere”

    Siamo Soli (ma siamo Svegli)

    Oggi ho deciso di non usare i social. Niente specchi deformanti. Solo questo blog, nudo e crudo.

    Perché? Perché la memoria non si fa con un hashtag. Si fa guardando in faccia la realtà, anche quando è scomoda.

    Se leggendo questo parallelo avete provato un brivido, allora siete ancora vivi. La vostra umanità non è stata ancora automatizzata.

    Tenetevelo stretto, quel brivido. È l’unica cosa che ci distingue dagli ingranaggi della macchina.

    Ricky

    https://www.theglobeandmail.com/opinion/article-ice-agents-nazi-brownshirts-modern-day-comparison

    https://www.cfr.org/articles/ice-and-deportations-how-trump-reshaping-immigration-enforcement

    https://en.wikipedia.org/wiki/Deportation_in_the_second_Trump_administration

    https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2025/01/protecting-the-american-people-against-invasion

    https://www.americanimmigrationcouncil.org/blog/ice-expanding-detention-system

    https://www.bbc.com/news/articles/cp80ljjd5rwo

    https://www.migrationpolicy.org/article/trump-2-immigration-1st-year

    https://en.wikiquote.org/wiki/Hannah_Arendt

  • Stay Human – Restare umani quando il mondo impazzisce

    Ascolta il brano anche su: Apple Music, Amazon Music, YouTube

    Viviamo in un’epoca in cui la parola pace sembra diventata un’utopia e il semplice rimanere umani un atto di follia. 🌍

    La Palestina e Gaza, dall’Ucraina all’Africa, i nomi cambiano ma la tragedia resta la stessa: innocenti sacrificati nei giochi di potere, quando non veri e propri genocidi.

    Proprio per questo, il brano Stay Human del nostro album Divergent Tales (uscito lo scorso anno), oggi suona ancora più urgente e necessario. Non è solo una canzone: è un appello, un grido, un promemoria per non smarrire la luce dentro di noi.

    Ecco il testo, tradotto in italiano:

    Nei corridoi del potere, dove strisciano le ombre,
    figure immense giocano a un gioco oscuro.
    Con un lancio di dadi decidono il destino,
    di vite invisibili, un peso insopportabile.

    Sussurri riecheggiano nei palazzi di marmo,
    ogni parola una mossa, mentre il buio chiama.
    Gli innocenti diventano semplici pedine,
    mentre i potenti perdono la via.

    Si arrampicano così in alto, toccano il cielo,
    ma perdono l’anima in un battito di ciglia.
    La corona pesa, il trono è una gabbia,
    mentre firmano i loro nomi sulla pagina della storia.

    Resta umano, di fronte alla notte,
    aggrappati a ciò che è giusto e corretto.
    Non lasciare che l’oscurità consumi la tua luce,
    Resta umano, continua a lottare.


    Il martello cade e il silenzio regna,
    il pianto di un bambino, il dolore di una madre.
    Ordini impartiti senza ripensamenti,
    per le vite di chi ha combattuto.

    Un’illusione di grandezza, una trance divina,
    credendo di avere il mondo nelle mani.
    Ma ogni impero crolla, ogni regno finisce,
    e tra le rovine, quale messaggio rimarrà?

    Resta umano, non perdere il cuore,
    alla fine tutti abbiamo una parte.
    In questo mondo che può dividerci,
    Resta umano, è da lì che si riparte.


    Puoi sentire la preghiera nel vento?
    È un richiamo a rialzarsi, a ricucire.
    A ricordare la forza dentro di noi,
    a scegliere la vita, a difenderla.

    Resta umano, è la nostra preghiera,
    per un mondo dove siamo tutti liberi.
    Davanti alla tirannia,
    Resta umano, lascia che sia.


    Così quando la notte è fredda e resti solo,
    ricorda l’amore che hai sempre conosciuto.
    Nel cuore dell’umanità, lascia che risplenda:
    Resta umano, è scolpito nella pietra.


    80 Hundred Miles – Chi siamo

    Siamo nati come un trio “a distanza”:

    • Ricky – L’Italian Rocker, 50 anni, anima rock che porta con sé le vibrazioni immortali dei ’70 e ’80.
    • Michal- Il Dutch Maestro, 32 anni, alchimista di elettronica e sperimentazione.
    • Michiko – La Japanese Metalhead, 27 anni, pura energia metal che incendia ogni riff.

    E poi la famiglia, durante il viaggio, è aumentata:

    • Nguyet, 42 anni dal Vietnam, polistrumentista, anima ritmica e chitarrista dal groove inossidabile.
    • Cody, 18 anni dagli Stati Uniti, giovane virtuoso della chitarra solista, la freschezza che spinge lo sguardo verso il futuro.

    Ci chiamiamo 80 Hundred Miles perché le distanze ci dividono, ma è proprio quella distanza a darci forza: dimostra che la musica non ha confini, né di spazio, né di età, né di stile.

    I nostri valori sono semplici, ma radicali:

    • Restare umani in un mondo che ci spinge a dimenticarlo.
    • Creare ponti invece che muri.
    • Cantare la diversità come armonia.

    Ogni nota è un passo che ci avvicina. Ogni canzone è una dichiarazione di resistenza.


    👉 Chiudo il post con un invito:

    “Se anche tu credi che restare umani sia l’unica vera rivoluzione, ascolta Stay Human. Condividila. E, soprattutto, vivila.”