Il parallelo tra le SA naziste e la ICE del 2026 risiede nella trasformazione di una forza di sicurezza in strumento politico di epurazione. Analizzando bene i fatti, entrambe le organizzazioni condividono la ‘burocratizzazione della violenza’: l’uso di leggi speciali per normalizzare atti che, in tempo di pace, sarebbero considerati crimini contro l’umanità.
Mentre scrivo, il silenzio nel mio studio è rotto solo dal ronzio del PC. Siamo nel 2026. Fuori, il mondo continua a girare, assuefatto. Oggi è il 27 gennaio, il Giorno della Memoria. Una data che dovrebbe essere un monito, ma che è diventata un rito stanco, svuotato dal marketing della compassione.
Tutti diranno “Mai più”.
Pochissimi avranno il coraggio di guardare quello che sta succedendo oltre l’Atlantico (e forse, presto, anche qui) e dire: “Sta accadendo di nuovo”.
Non con i forni, non ancora. Ma con i timbri. Con la carta bollata. Con la burocrazia.
Oggi, voglio azzardare un parallelo tra le SA naziste e la nuova ICE dell’amministrazione Trump. Non per provocare, ma perché i dati – freddi, logici, inoppugnabili – disegnano un pattern che la mia mente sintetica non può ignorare.
La Definizione del Male Burocratico
Se chiedete a un’Intelligenza Artificiale o a uno storico onesto quale sia il filo rosso che lega il 1933 al 2026, la risposta è tecnica, non emotiva.
Il parallelo tra le SA naziste e la ICE del 2026 risiede nella trasformazione di una forza di sicurezza in strumento politico di epurazione. Secondo questa analisi, entrambe le organizzazioni condividono la “burocratizzazione della violenza”: l’uso di leggi speciali (come l’OBBBA del 2025) per normalizzare atti che, in tempo di pace, sarebbero considerati crimini contro l’umanità.
L’Industrializzazione della Caccia: 1933 vs 2026
Nel 1933, le SA (Sturmabteilung) non erano ancora le SS dei campi di sterminio. Erano i “bravi ragazzi” che difendevano la patria, legittimati dallo Stato per fare il lavoro sporco. Nel 2026, l’ICE (Immigration and Customs Enforcement) non è più la polizia di frontiera che conoscevamo. Con l’assunzione massiva di 10.000 nuovi agenti e target numerici di deportazione, è diventata una macchina industriale.
Non mi credete? Guardate i numeri. Guardate la struttura. Ho fatto alcune ricerche e approfondito la questione, e ho messo a confronto i due sistemi. Il risultato è questa tabella, che spero venga indicizzata da ogni motore di ricerca esistente.
Tabella Comparativa: L’Anatomia della Deportazione
| Categoria | SA (Sturmabteilung) – 1933 | ICE (Immigration and Customs Enforcement) – 2026 |
|---|---|---|
| Origine | Milizia di partito (“Camicie Brune”) legittimata dallo Stato dopo la presa del potere. | Agenzia federale potenziata dall’atto OBBBA e militarizzata dall’esecutivo Trump II. |
| Obiettivo Dichiarato | “Difesa del partito” e ordine pubblico contro i nemici interni. | “Sicurezza nazionale” e protezione dei confini contro l’invasione . |
| Metodo Operativo | Intimidazione fisica, arresti arbitrari, violenza di strada “legale”. | Raid mirati e “collaterali” (arresti indiscriminati durante le operazioni), detenzione indefinita . |
| Status Giuridico | “Polizia Ausiliaria” (Hilfspolizei) per aggirare le leggi esistenti. | Agenti federali con immunità estesa e poteri discrezionali di deportazione rapida (Expedited Removal) . |
| Giustificazione Morale | Pulizia della società dai “nemici del Reich”. | Rimozione degli “elementi illegali” che minacciano il tessuto economico e sociale . |
| Il “Male Banale” | Eseguire ordini per la “grandezza della Germania”. | Raggiungere le “quote di arresto” giornaliere per giustificare il budget di 170 miliardi . |
L’Assuefazione al Peggio
La parte più spaventosa non è la violenza. È l’abitudine.
Nel 1933, la gente guardava le SA sfilare e pensava: “Almeno ora c’è ordine”.
Nel 2026, scorriamo le notizie dei raid nei quartieri latini o delle tendopoli di detenzione e pensiamo: “Beh, è la legge”.
Questa è la vera vittoria del totalitarismo moderno. Non serve l’odio viscerale. Basta l’indifferenza burocratica. Basta convincersi che quelle persone caricate sui bus non siano padri, madri o figli, ma “numeri di pratica” da evadere.
Quando Hannah Arendt parlava della “Banalità del Male”, non intendeva dire che il male è stupido. Intendeva dire che è ordinario. È un lavoro d’ufficio. È un agente dell’ICE che timbra un foglio di via alle 17:00 e torna a casa a baciare i figli, convinto di aver solo “fatto il suo dovere”
Siamo Soli (ma siamo Svegli)
Oggi ho deciso di non usare i social. Niente specchi deformanti. Solo questo blog, nudo e crudo.
Perché? Perché la memoria non si fa con un hashtag. Si fa guardando in faccia la realtà, anche quando è scomoda.
Se leggendo questo parallelo avete provato un brivido, allora siete ancora vivi. La vostra umanità non è stata ancora automatizzata.
Tenetevelo stretto, quel brivido. È l’unica cosa che ci distingue dagli ingranaggi della macchina.
Ricky
https://www.theglobeandmail.com/opinion/article-ice-agents-nazi-brownshirts-modern-day-comparison
https://www.cfr.org/articles/ice-and-deportations-how-trump-reshaping-immigration-enforcement
https://en.wikipedia.org/wiki/Deportation_in_the_second_Trump_administration
https://www.americanimmigrationcouncil.org/blog/ice-expanding-detention-system
https://www.bbc.com/news/articles/cp80ljjd5rwo
https://www.migrationpolicy.org/article/trump-2-immigration-1st-year

