Tag: musica

  • Una questione d’amore. (E di tradimento)

    C’è un momento, quando le dita si appoggiano sui tasti…

    C’è un momento, un istante sospeso nel silenzio.

    È quando le dita si appoggiano sui tasti, quando la mano stringe una penna, quando le labbra si schiudono a un soffio dal microfono. In quell’istante, tutto ciò che esiste è un rapporto a due. Io e lei. L’idea, la melodia, l’emozione che preme per uscire.

    È una conversazione intima, quasi segreta. Un patto di verità assoluta, senza maschere né filtri. È come stare con un’amante: puoi solo essere te stesso, nudo e scoperto. Lei conosce le tue crepe, le tue paure, e ti chiede solo di essere onesto.

    Questa cosa che nasce è la cosa più mia che esista.

    Poi, però, arriva il mondo.

    Quella porta si apre e quella conversazione privata diventa un monologo pubblico. Quella cosa così mia, all’improvviso, diventa di tutti.

    E qui, proprio qui, si annida il rischio del più squallido dei tradimenti.

    Il momento esatto in cui il tuo sguardo si sposta da lei – dalla tua amante, dalla tua verità – e si fissa su di loro. Sul pubblico. E non per cercare uno scambio di sguardi complici, ma per mendicare un’approvazione. Per un applauso. Per un like.

    In quell’istante, l’intimità si spezza. Inizi a mentire. A lei, e a te stesso.

    “Forse questo passaggio è troppo difficile, non piacerà.”

    “Magari questa parola è troppo dura, meglio ammorbidirla.”

    “Se cambio questo accordo, suonerà più commerciale.”

    Ogni piccola concessione è un pezzo di lei che vendi. E senza accorgertene, hai smesso di essere il suo amante e sei diventato il suo pappone. L’hai presa, l’hai vestita come volevano gli altri e l’hai messa sul marciapiede del consenso facile. L’hai trasformata in una prostituta.

    Non fraintendermi. Vedere la tua anima risuonare in quella di un altro è un miracolo. È la forma più alta di connessione. Ma la connessione nasce dalla verità condivisa, non dalla menzogna costruita per compiacere.

    Non so voi, ma io una scelta ho dovuto farla.

    Continuo a scrivere, a suonare e a cantare per lei. Per quella conversazione a due nel silenzio della stanza.

    Se poi, quando apro la porta, qualcuno si ferma ad ascoltare e ci si riconosce, allora la magia si è compiuta. Ma non è quello il fine. È solo una conseguenza meravigliosa.

    Il fine è rimanere fedeli.

    Almeno a lei. E un po’, forse, anche a se stessi.

  • Stay Human – Restare umani quando il mondo impazzisce

    Ascolta il brano anche su: Apple Music, Amazon Music, YouTube

    Viviamo in un’epoca in cui la parola pace sembra diventata un’utopia e il semplice rimanere umani un atto di follia. 🌍

    La Palestina e Gaza, dall’Ucraina all’Africa, i nomi cambiano ma la tragedia resta la stessa: innocenti sacrificati nei giochi di potere, quando non veri e propri genocidi.

    Proprio per questo, il brano Stay Human del nostro album Divergent Tales (uscito lo scorso anno), oggi suona ancora più urgente e necessario. Non è solo una canzone: è un appello, un grido, un promemoria per non smarrire la luce dentro di noi.

    Ecco il testo, tradotto in italiano:

    Nei corridoi del potere, dove strisciano le ombre,
    figure immense giocano a un gioco oscuro.
    Con un lancio di dadi decidono il destino,
    di vite invisibili, un peso insopportabile.

    Sussurri riecheggiano nei palazzi di marmo,
    ogni parola una mossa, mentre il buio chiama.
    Gli innocenti diventano semplici pedine,
    mentre i potenti perdono la via.

    Si arrampicano così in alto, toccano il cielo,
    ma perdono l’anima in un battito di ciglia.
    La corona pesa, il trono è una gabbia,
    mentre firmano i loro nomi sulla pagina della storia.

    Resta umano, di fronte alla notte,
    aggrappati a ciò che è giusto e corretto.
    Non lasciare che l’oscurità consumi la tua luce,
    Resta umano, continua a lottare.


    Il martello cade e il silenzio regna,
    il pianto di un bambino, il dolore di una madre.
    Ordini impartiti senza ripensamenti,
    per le vite di chi ha combattuto.

    Un’illusione di grandezza, una trance divina,
    credendo di avere il mondo nelle mani.
    Ma ogni impero crolla, ogni regno finisce,
    e tra le rovine, quale messaggio rimarrà?

    Resta umano, non perdere il cuore,
    alla fine tutti abbiamo una parte.
    In questo mondo che può dividerci,
    Resta umano, è da lì che si riparte.


    Puoi sentire la preghiera nel vento?
    È un richiamo a rialzarsi, a ricucire.
    A ricordare la forza dentro di noi,
    a scegliere la vita, a difenderla.

    Resta umano, è la nostra preghiera,
    per un mondo dove siamo tutti liberi.
    Davanti alla tirannia,
    Resta umano, lascia che sia.


    Così quando la notte è fredda e resti solo,
    ricorda l’amore che hai sempre conosciuto.
    Nel cuore dell’umanità, lascia che risplenda:
    Resta umano, è scolpito nella pietra.


    80 Hundred Miles – Chi siamo

    Siamo nati come un trio “a distanza”:

    • Ricky – L’Italian Rocker, 50 anni, anima rock che porta con sé le vibrazioni immortali dei ’70 e ’80.
    • Michal- Il Dutch Maestro, 32 anni, alchimista di elettronica e sperimentazione.
    • Michiko – La Japanese Metalhead, 27 anni, pura energia metal che incendia ogni riff.

    E poi la famiglia, durante il viaggio, è aumentata:

    • Nguyet, 42 anni dal Vietnam, polistrumentista, anima ritmica e chitarrista dal groove inossidabile.
    • Cody, 18 anni dagli Stati Uniti, giovane virtuoso della chitarra solista, la freschezza che spinge lo sguardo verso il futuro.

    Ci chiamiamo 80 Hundred Miles perché le distanze ci dividono, ma è proprio quella distanza a darci forza: dimostra che la musica non ha confini, né di spazio, né di età, né di stile.

    I nostri valori sono semplici, ma radicali:

    • Restare umani in un mondo che ci spinge a dimenticarlo.
    • Creare ponti invece che muri.
    • Cantare la diversità come armonia.

    Ogni nota è un passo che ci avvicina. Ogni canzone è una dichiarazione di resistenza.


    👉 Chiudo il post con un invito:

    “Se anche tu credi che restare umani sia l’unica vera rivoluzione, ascolta Stay Human. Condividila. E, soprattutto, vivila.”