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  • Biondino: Storia d’Amore (e Resistenza) con un MacBook Bianco del 2006

    Biondino: Storia d’Amore (e Resistenza) con un MacBook Bianco del 2006

    Vent’anni dopo, il mio primo portatile Mac sta morendo. Ma per il suo compleanno, gli restituirò la vita. Perché certi amori tecnologici non si abbandonano.

    Ci sono oggetti che possediamo e oggetti che, in qualche modo, ci possiedono. O meglio, custodiscono un pezzo della nostra anima in formato binario.

    Lui è Biondino.

    Tecnicamente è un MacBook “Core 2 Duo” Late 2006 in policarbonato bianco.

    Per il mondo è un pezzo di antiquariato obsoleto da smaltire.

    Per me, è stato l’inizio della libertà.

    Siamo nel 2026, e mentre scrivo questo post su un telefono che ha più potenza di calcolo dell’intera NASA degli anni ’80, il mio sguardo cade su di lui. Sta male, poverino. Forse la RAM, forse la scheda madre che ha deciso di scioperare dopo due decenni di onorato servizio. Ma non è la fine. È solo una pausa prima del gran finale.

    Dal Guscio alla Strada: L’Evoluzione della Specie (Creativa)

    Il mio primo amore Apple è stato un iMac G3 Strawberry. Bellissimo, iconico, ma stanziale. Era un tempio fisso dove dovevo recarmi per creare.

    Biondino, arrivato nel 2006, ha cambiato le regole del gioco.

    Improvvisamente, lo studio non era più una stanza: era ovunque fossi io.

    GarageBand non era un software, era un miracolo tascabile.
    iMovie mi permetteva di montare la realtà mentre la vivevo.
    • Il colore bianco candido non era solo plastica: era una dichiarazione di intenti.

    Con lui ho imparato che la tecnologia serve a togliere peso allo zaino della creatività, non ad aggiungerne. Ci facevi tutto. Con calma — i render richiedevano pazienza zen — ma lo facevi ovunque.

    La Fedeltà oltre il Tradimento (e l’Orrore Windows)

    In questi vent’anni, non sono stato un monaco fedele. Lo ammetto.

    Nella mia vita digitale sono passati altri amanti, alcuni molto più prestanti, altri decisamente trascurabili.

    Si sono susseguiti MacBook Pro in alluminio (freddi, efficienti, bellissimi), desktop potenti come monoliti, tablet leggeri come fogli di carta. C’è stato persino — e qui sento Biondino rabbrividire nei circuiti — il periodo oscuro dei portatili Windows. Quei momenti di confusione che capitano a tutti, quegli “errori di gioventù” (o di budget) che ti fanno apprezzare ancora di più casa tua.

    Eppure, mentre gli altri venivano venduti, regalati, rottamati o dimenticati in un cassetto, Biondino è rimasto.
    Ha visto passare mode, interfacce, sistemi operativi e porte USB che cambiavano forma. Lui è rimasto lì, testimone silenzioso e bianco (ormai un po’ avorio, diciamolo) della mia evoluzione.

    Scheda Tecnica della Nostalgia

    CaratteristicaMacBook “Biondino” 2006MacBook Air (2026)
    ProcessoreIntel Core 2 Duo (2.0 GHz)Apple Silicon M4
    RAM1 GB (Espandibile…wow!)32 GB Unificata
    MaterialePolicarbonato BiancoAlluminio riciclato / Titanio
    Vive“Il futuro è morbido”“Il futuro è affilato”
    Peso Emozionale100 TonnellateVariabile

    Operazione Lazzaro: Obiettivo 20º Compleanno

    Oggi Biondino non si accende. O meglio, ci prova, ma tossisce bit e si spegne.

    La diagnosi è incerta, ma la prognosi è riservata e combattiva.

    Non finirà in discarica.

    Ho preso una decisione: per il suo 20º compleanno (Novembre 2026), Biondino tornerà a splendere.

    Sarà un restauro conservativo, rispettoso. Cercherò i pezzi di ricambio come un archeologo cerca reliquie.

    Perché? Perché in un mondo di obsolescenza programmata, riparare è un atto rivoluzionario. E perché non si abbandona chi ti ha insegnato a creare in movimento.

    Domande Frequenti (…le mie, ovviamente…)

    Vale la pena restaurare un MacBook del 2006 nel 2026?


    Economicamente? Assolutamente no. Emotivamente? Non ha prezzo. Inoltre, per il retro-gaming o la scrittura distraction-free, queste macchine hanno ancora un’anima unica (e tastiere con una corsa che oggi ci sogniamo).

    Si può ancora usare Internet con un Core 2 Duo?

    È difficile. Il web moderno è pesante. Ma il bello di queste macchine è proprio questo: disconnettersi dal flusso e usare il computer come strumento di pura creazione offline.

    Perché i MacBook bianchi sono così carini e coccolosi?

    Erano realizzati in policarbonato, un materiale plastico molto resistente che Apple ha usato per distinguere la linea consumer dalla linea Pro (in alluminio). Oggi quel “bianco Apple” è diventato il simbolo di un’era del design del grande Jony Ive.

    Il mio primo brano registrato con Biondino