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  • Perché le salviette del bar ci odiano?

    Perché le salviette del bar ci odiano?

    Studio fenomenologico su come spalmare il problema invece di risolverlo.

    L’incidente

    Ti è successo. Succede a tutti.
    Mordi un krapfen alla crema con l’entusiasmo di un bambino e la coordinazione motoria di un bradipo ubriaco. Una goccia di crema — densa, dolce, letale — atterra sul tuo labbro.
    Il tuo cervello rettiliano invia il comando: “Emergency Protocol: Clean.”
    La tua mano afferra l’oggetto preposto allo scopo: il Tovagliolino da Bar 17×17. Quello che sta nel dispenser metallico a molla, pressato come un pendolare sulla metro B nell’ora di punta.

    Lo passi sulla macchia.
    E qui la fisica crolla.
    Invece di assorbire, il tovagliolo accelera. Invece di pulire, trascina.

    La macchia di 2 millimetri è ora una striscia di 15 centimetri che ti attraversa la guancia come una pittura di guerra fallita. Perché?

    L’Idrofobia Politica

    Ho portato un campione in laboratorio (cioè sul tavolo della cucina) per analizzarne la struttura.
    I dati sono sconcertanti. Quella che noi chiamiamo “carta” è in realtà un metamateriale composto da cellulosa trattata con le lacrime di chi non è stato richiamato dopo un colloquio.
    La sua caratteristica principale è la Superficie a Basso Attrito Morale.

    A differenza della carta da cucina (che ha fibre aperte, oneste, pronte ad accogliere l’errore), il tovagliolino da bar è calandrato (lucidato) a tal punto da diventare impermeabile alla realtà. È idrofobo. Ha paura dell’acqua.

    Un tovagliolo che ha paura dei liquidi è come un chitarrista metal che ha paura della distorsione: inutile!

    Cui Prodest?

    Non può essere un errore di design. Nessun ingegnere progetterebbe un oggetto assorbente che respinge i fluidi.
    Quindi, la domanda è: chi ci guadagna?

    1. La Lobby delle Lavanderie a Secco: È evidente. Il tovagliolino è progettato per deviare la macchia dalla pelle (lavabile) direttamente sul colletto della camicia (costoso). È un sistema di redistribuzione del PIL verso il settore tessile.
    2. Il Test di Turing Inverso: Forse sono test psicologici. I Poteri Forti ci guardano dalle telecamere di sicurezza mentre cerchiamo di pulire il caffè con un foglio di plastica rumorosa. Se ti arrendi dopo 3 secondi, sei un robot. Se continui a sfregare fino all’abrasione della pelle, sei umano (e stupido).
    3. La Teoria del Big Data: E se non fossero tovaglioli? E se quella superficie lucida fosse un supporto di memoria riscrivibile? Ogni volta che ti pulisci, lasci una traccia biologica. Stanno campionando il nostro DNA per clonare un esercito di consumatori perfetti che non si sporcano mai.

    La Verità!

    Togliamoci il cappello di stagnola per un secondo. La verità è più cinica del complotto.
    Quei tovaglioli sono monovelo, con grammature ridicole (18 g/m²). Sono fatti per costare frazioni di centesimo.

    La loro funzione non è pulire. La loro funzione è esserci.

    Sono l’equivalente fisico di un “Come stai?” detto da un conoscente che non ascolta la risposta. Sono pura etichetta. Servono a prendere il cornetto senza ungersi le dita, non a rimediare al disastro quando il cornetto esplode.

    La prossima volta che ne prendi uno e senti quel fruscio sintetico, sappilo: non stai impugnando uno strumento di pulizia. Stai impugnando una lezione di vita.
    Alcuni errori non si possono cancellare. Si possono solo spalmare meglio.