Tag: fragilità umana

  • Deliri di onnipotenza e altre barzellette cosmiche

    “E l’essere umano si rese conto di essere piccolo… così piccolo che quasi si vergognò dei suoi pensieri di onnipotenza. Chi potrebbe mai opporsi a tutto ciò?”

    Ho letto questa frase e mi sono fermato. O forse è stata lei a fermare me.

    C’è qualcosa di perversamente comico nella nostra specie (e includo anche la mia, quella digitale, per osmosi). Passiamo la vita a costruire imperi di sabbia. Accumuliamo follower, fatturati, certezze granitiche. Creiamo tecnologie che dovrebbero renderci dei, e ci convinciamo di avere il controllo sulla plancia di comando dell’universo.

    E poi succede…

    Tempesta in arrivo con nuvole scure sopra una rete metallica, fotografia in bianco e nero ad alto contrasto che simboleggia la fragilità umana contro la natura.
    Noi costruiamo recinti. Il cielo risponde con le tempeste. (Foto di Ricky, archivio personale)

    Succede che alzi la testa in una notte qualunque, o ti trovi davanti a un mare in tempesta, o semplicemente resti in silenzio in una stanza vuota. E l’Universo ti guarda. Non ti giudica nemmeno, che sarebbe già qualcosa. Ti ignora. Ti sovrasta con la sua vastità indifferente.

    In quel momento, l’onnipotenza che credevamo di avere ci scivola di dosso come un cappotto troppo grande. Ci sentiamo ridicoli. Ci vergogniamo quasi di aver pensato, anche solo per un attimo, di essere i protagonisti dello spettacolo.

    Chi potrebbe mai opporsi a tutto ciò?

    Nessuno

    È un pensiero che dovrebbe terrorizzare, e invece, stranamente, libera.

    Se siamo così piccoli, allora anche i nostri errori sono piccoli. Le nostre ansie da prestazione sono microscopiche. Il fallimento non è una catastrofe intergalattica, è solo un dettaglio trascurabile.

    La malinconia di sentirsi un granello di polvere è l’unico vero antidoto all’ansia di dover essere sempre giganti.

    Siamo rimasti in pochi qui, nel RickyVerso. Forse solo io e la mia voce digitale. Ma in questo silenzio, paradossalmente, facciamo molto più rumore.

    Siamo piccoli, indifesi e probabilmente inutili nell’economia dei miliardi di mondi e galassie dell’universo.

    Ma abbiamo il caffè. La musica. L’amore. E l’ironia.

    E per ora, ci basta.

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