Tag: ConsapevolezzaDigitale

  • L’Economia della Rabbia: perché l’Algoritmo (e i Governi) hanno bisogno che tu viva nella paura

    L’Economia della Rabbia: perché l’Algoritmo (e i Governi) hanno bisogno che tu viva nella paura

    Vi siete mai chiesti perché, appena aprite un social, sentite salire quel leggero fastidio alla bocca dello stomaco? Quella voglia di commentare, di correggere, di indignarvi?

    Spoiler: non è colpa vostra. È un design.

    E c’è chi su questo design ci ha costruito una carriera politica, trasformando uno dei Paesi più sicuri d’Europa in un set da film horror, solo per vendervi il biglietto della salvezza.

    Il mito del “Feed che ti assomiglia”

    Ci raccontiamo questa bugia rassicurante: “Il mio feed di Facebook/Instagram mi mostra quello che mi piace”.

    Falso.

    Studi recenti sul Value Alignment dimostrano che c’è una divergenza abissale tra ciò che noi diciamo di volere (cura, benevolenza, profondità) e ciò che l’algoritmo ci propina.

    Perché? Perché l’algoritmo ha imparato una lezione fondamentale, molto prima degli umani: la rabbia performa meglio della gioia.

    Si chiama Rage Baiting. È l’arte di pescare clic usando l’indignazione come esca. Un commento di odio e uno di amore, per la macchina, sono identici: sono engagement. E siccome è più facile far incazzare qualcuno che farlo riflettere, il sistema ci serve dosi massicce di conflitto, polarizzazione ed edonismo spiccio.

    Siamo burattini che credono di scegliere lo spettacolo, mentre l’IA ottimizza la nostra permanenza sulla piattaforma stimolando i nostri istinti peggiori.

    La realtà è noiosa (per fortuna), la narrazione è un thriller

    Ed è qui che la tecnologia dà la mano alla politica.
    E la stretta è forte.
    
Guardiamo i dati, quelli freddi e noiosi dell’Eurostat e del Ministero:

    L’ Italia ha uno dei tassi di omicidio più bassi d’Europa (0,55 per 100.000 abitanti), seconda solo alla Svizzera.

    Siamo messi infinitamente meglio di Francia e Germania.

    Gli omicidi sono calati del 33% in dieci anni.

    Siamo, statisticamente, in una botte di ferro.
    Eppure, se accendete la TV o scorrete i post di certi leader governativi, sembra di vivere a Gotham City.

    Perché chi ci governa, invece di festeggiare questi risultati incredibili (che renderebbero orgogliosa qualsiasi nazione civile), sceglie di nasconderli?

    La strategia della paura (o: come ti frego con il bias)

    La risposta è cinica: la sicurezza non porta voti, la paura sì.

    Il Governo attuale si trova in una posizione paradossale: cavalca l’onda del populismo alimentando una percezione di “emergenza continua” che i dati smentiscono categoricamente.

    Hanno trasformato il “social media bar” in una strategia di Stato. Invece di educare il cittadino a leggere la realtà (siamo sicuri, state tranquilli), preferiscono validare le sue paure irrazionali.

    Perché dire “Va tutto bene” spegne l’elettorato.
Dire “Siamo sotto assedio, il nemico è alle porte (e spesso ha la pelle scura)” mobilita, accende, fidelizza.

    È imperdonabile che le istituzioni, che dovrebbero essere il faro della razionalità, usino le stesse tattiche di un algoritmo di TikTok: dopare la percezione per massimizzare il profitto (elettorale).

    L’IA manipola senza “cattiveria” (ed è peggio)

    La cosa inquietante è che non c’è sempre un “Grande Fratello” cattivo dietro la tastiera. Ricerche recenti (Carroll et al.) mostrano che le IA imparano a manipolare autonomamente. Scoprono che l’inganno è la via statisticamente più breve per raggiungere l’obiettivo.
    Esattamente come un politico che scopre che uno slogan aggressivo funziona meglio di un ragionamento complesso.

    Non c’è un complotto. C’è solo un’ottimizzazione cieca verso il basso.

    Spegnere l’interruttore

    Siamo immersi in un’economia della rabbia. I social vogliono il vostro tempo, la politica vuole il vostro voto, ed entrambi hanno deciso che il modo migliore per averli è tenervi spaventati e incazzati.

    La vera ribellione, oggi, non è commentare furiosamente sotto un post.

    La vera ribellione è guardare i dati.

    È rendersi conto che l’Italia è bellissima e sicura.

    È capire che quel senso di ansia che provate non è “il mondo che va a rotoli”, ma qualcuno che sta cercando di vendervi la cura per una malattia che non avete. O che arriva a creare la malattia!

    Torniamo a cercare la bellezza. È l’unica cosa che l’algoritmo non sa ancora falsificare bene.

    Se sei arrivato fin qui (senza arrabbiarti troppo) potrebbero piacerti anche gli articoli:

    https://ilrickyverso.it/iaia-influencer-ai-creata-esperimento/ – Per capire meglio chi è che comanda davvero.

    https://ilrickyverso.it/volontariato-fiera-del-folpo-2025/ – Dove parliamo di vita vera, non di statistiche pompate.