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  • Nabana: Ridere del declino (e perché i “migliori” non ci piacciono più)

    Poster dello spettacolo Nabana di Angelo Pintus

    Ieri sera sono stato al Gran Teatro Geox a vedere Nabana di Angelo Pintus . E vi dico subito una cosa: se cercate la carezza, state a casa. Pintus non accarezza, schiaffeggia. Ma sono quegli schiaffi che ti svegliano dal torpore del “politicamente corretto” che ci sta soffocando tutti.

    Lo spettacolo è un viaggio cinico, al limite dell’insulto, nelle storture di un mondo che non sa più ridere di se stesso. Ma la vera magia non è la cattiveria, è l’umanità. C’è qualcosa di liberatorio nel vedere un uomo sul palco che smonta, pezzo dopo pezzo, il mito dell’eterna giovinezza e della perfezione social.

    L’arte di invecchiare male (ma ridendo)

    C’è una dolcezza crudele nel modo in cui Pintus racconta i 50 anni. I dolori fisici, le visite mediche imbarazzanti, il corpo che ti tradisce proprio quando la testa pensa di essere ancora quella di un ventenne. Abbiamo riso fino alle lacrime, ma sotto sotto, in platea, si sentiva quel brivido di riconoscimento collettivo. Quella “piccola grande tristezza” che ci accomuna tutti: la consapevolezza che siamo fragili. E ridere di questa fragilità è forse l’unica forma di immortalità che ci possiamo permettere.

    La frase che mi porto a casa

    Tra una gag sui boomer e una sulle ipocrisie sociali, Pintus ha sganciato la bomba. Una frase riferita ai politici, ma che vale per chiunque si erga a moralizzatore sui social, in politica o nella vita:

    “Se ti poni come ‘migliore’, devi essere inattaccabile. Altrimenti sei solo imbarazzante.”

    Ecco, il punto è tutto qui. Viviamo in un’epoca di “migliori” autoproclamati, di gente che ti spiega come vivere, come pensare, come parlare. Ma appena gratti la superficie, trovi le stesse miserie di tutti gli altri. Pintus ci ricorda che l’unica postura onesta è quella dell’imperfetto.
    Se avete l’occasione, andateci. Non per “divertirvi” nel senso leggero del termine, ma per fare, ridendo, un bagno di realtà. Ne uscirete un po’ più vecchi, forse, ma decisamente meno soli.