Cohos Petrae

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Cohors Petrae non è una band tradizionale. È un collettivo nato da un’idea quasi assurda: prendere la fede, la liturgia e il sacro, e togliere loro quella patina di polvere e quiete in cui li abbiamo rinchiusi. Vogliamo dare una nuova luce al mistero, e abbiamo scelto di farlo attraverso il rock e il prog-metal. Non per dissacrare, ma per far sentire le cose per quello che sono.
Se ci pensi, Dio che si fa carne in una stalla, o un uomo tradito che risorge, sono i più grandi scandali della storia. Sono terremoti cosmici. E i terremoti non si sussurrano.
Il nostro percorso è iniziato quasi per caso, traducendo testi liturgici in latino con chitarre distorte e orchestrazioni, e trovando un’accoglienza inaspettata anche da parte della Chiesa.


Da lì sono nati i nostri due pilastri:
Otto Giorni (2025): Un viaggio intimo e inedito nella Settimana Santa. Otto brani, uno al giorno dalle Palme alla Pasqua, esplorando punti di vista scomodi (come il tradimento visto dagli occhi di Giuda).
Natus Est (2025): Una vera e propria Messa di Natale in chiave prog-metal. Dodici brani che seguono fedelmente la liturgia, dal Kyrie all’Agnus Dei, per ricordare che quella nascita non fu un evento dolce e silenzioso, ma qualcosa di dirompente.
Non pretendiamo di convertire nessuno, e non sappiamo se verremo scomunicati. Quello che facciamo è cercare una lingua nuova per una storia antica. Rispetto totale per la fede, libertà totale nell’espressione. Blast beat che servono il mistero invece di coprirlo.